Succhi 100% frutta versus frutta fresca, biodisponibilità pari per nutrienti ma superiore nei primi per bioattivi

Succhi 100% frutta versus frutta fresca, biodisponibilità pari per nutrienti ma superiore nei primi per bioattivi

Fruitjuicematters

In conformità con i regolamenti dell'Ue emanati nel 2012 al succo 100% frutta nulla viene aggiunto e da esso nulla viene eliminato e per questo motivo il succo 100% frutta riflette il contenuto in nutrienti del frutto da cui deriva.

Prendendo in considerazione uno dei prodotti di più largo consumo, quale il succo d’arancia al 100%, questo presenta una ricca composizione di nutrienti (quali minerali e vitamine) e, inoltre, contiene – come gli altri succhi 100% frutta - sostanze bioattive quali carotenoidi (principalmente luteine e criptoxantine), polifenoli (esperidina e narirutina, che fanno parte del gruppo dei flavanoni) e pectina (una fibra). Particolarmente rilevante è l’esperidina che, negli studi clinici, ha mostrato un impatto benefico su disturbi neurologici e psichiatrici (essendo i flavanoni di agrumi in grado di passare la barriera ematoencefalica) e sulla malattia cardiovascolare (Cv) (Li C, et al. Crit Rev Food Sci Nutr, 2017), oltre a esercitare tra l’altro effetti antiossidanti, antiallergici e attività immuno-modulatoria (Garg A, et al. Phytother Res, 2001).  

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Sono stati effettuati vari studi per verificare la biodisponibilità dei nutrienti e dei bioattivi nel succo 100% arancia. In particolare è stata misurata la biodisponibilità dei polifenoli in 12 adulti (Pereira-Caro G, et al. Am J Clin Nutr, 2014). Dal campionamento delle urine nelle 24 ore dei metaboliti dei flavanoni e dal rilevamento in grandi quantità dei cataboliti flavononici, è emerso che i polifenoli nel succo 100% arancia appaiono essere più biodisponibili di quanto si credesse. Uno studio a più lungo termine, di 3 settimane (Franke AA, et al. J Agric Food Chem, 2005) ha esaminato la biodisponibilità di nutrienti e sostanze bioattive nel succo 100% arancia. Rispetto al basale, il prelievo di sangue ha rivelato un significativo aumento dei livelli di nutrienti (quasi del 50% per vitamina C e acido folico) mentre i livelli di flavanoni sono aumentati di 8 volte e quelli di carotenoidi del 22%. Da notare che il peso dei soggetti non è cambiato durante lo studio e i partecipanti hanno riportato una ridotta assunzione di snack e porzioni ridotte ai pasti.  

Molti sono  gli studi di confronto tra succo 100% arancia e frutta fresca. In particolare è stata confrontata (Aschoff JK et al. Mol Nutr Food Res, 2015) la biodisponibilità di beta-criptoxantina, luteina, zeaxantina e zeinoxantina dalle arance fresche (400 g) rispetto al succo 100% arancia pastorizzato (719 g). I risultati hanno mostrato che la betacriptoxantina era 1,8 volte più biodisponibile nel succo 100% arancia che nelle arance intere. La differenza può essere dovuta ad alti livelli di pectina nel frutto intero che inibisce l’assorbimento, o alla rottura delle pareti cellulari nel succo 100% arancia che porta a un maggiore rilascio di beta-criptoxantina.

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Un’altra ricerca ha messo a confronto il succo lavorato rispetto al succo fresco (Silveira JQ, et al. J Agric Food Chem, 2014) - anche perché il succo prodotto commercialmente spesso contiene livelli inferiori di vitamine, a causa dell'impatto della durata di conservazione, e si presume quindi che sia meno utile dal punto di vista nutrizionale del succo appena spremuto. Lo studio randomizzato crossover in 24 adulti (Silveira JQ, et al. J Agric Food Chemin, 2014) ha previsto la somministrazione dei due tipi di succo per 2 giorni ciascuno separati da un washout di 30 giorni. Il campionamento del sangue e delle urine non ha rivelato differenze statistiche nel metabolismo di flavanoni, esperidina e narirutina provenienti da un succo 100% arancia lavorato o fresco. Tuttavia, a causa delle differenze nel contenuto di flavanoni (58 mg trattati contro 16 mg freschi), l'assorbimento intestinale e l'escrezione urinaria erano significativamente più elevati in seguito al consumo del succo 100% arancia trasformato. Complessivamente, ciò ha comportato un aumento della biodisponibilità di flavanoni di 1,6 volte.    

Ma quale ruolo svolgono i bioattivi nel corpo? 

Vari studi hanno confermato il potenziale impatto sulla salute di queste sostanze rinvenute nel succo 100% frutta. In uno studio controllato in persone con diabete, l'esperidina ha ridotto il danno ossidativo al Dna e la perossidazione lipidica (Homayouni F et al. Phytother Res, 2017). In un altro studio, la beta-criptoxantina ha abbassato il colesterolo totale, Ldl e Hdl e ha modificato positivamente i marker di turnover osseo (Granado-Lorencio F et al. Nutr Metab Cardiovasc Dis, 2014). Si è scoperto che la luteina e la zeaxantina ripristinano parzialmente la visione nelle persone con degenerazione maculare senile (Liu R, et al. Invest Ophthalmol Vis Sci, 2014), mentre i flavonoidi di agrumi possono ridurre il rischio di malattie neurodegenerative (Cirmi S, et al. Molecules, 2016). Da ricordare, infine, che la disponibilità e il metabolismo dei nutrienti sono influenzati dall'invecchiamento. Uno studio osservazionale (Stuetz W. et al. Nutrients, 2016) su 2118 donne di sei Paesi europei ha esaminato i livelli ematici di carotenoidi e tocoferolo. Le donne anziane avevano livelli più bassi di carotenoidi, ma livelli più alti di tocoferolo. Poiché le donne più anziane registravano una maggiore assunzione di frutta e succo 100% frutta (entrambe fonti di carotenoidi), è probabile che le differenze legate all'età fossero dovute a una minore biodisponibilità o a differenti modelli di immagazzinamento nel corpo. In questo caso, l'assunzione maggiore di frutta e succo 100% frutta potrebbe essere un modo importante per prevenire un significativo calo dello stato dei carotenoidi nelle persone anziane. In conclusione, questi studi suggeriscono che i bioattivi della frutta possono avere un ruolo nel supportare un normale stato di salute e ridurre il rischio di alcune condizioni croniche. 

Biodisponibilità dei nutrienti dei succhi 100% frutta aumentata dai processi produttivi di lavorazione 

A volte si potrebbe essere portati a pensare che la lavorazione dei succhi 100% frutta – e in particolare nel caso dei processi di concentrazione e ricostituzione dei succhi da concentrato – possano ridurre o alterare la quantità di nutrienti presenti nei succhi stessi rispetto alla frutta fresca. Vari studi dimostrano invece una perfetta equivalenza, sotto questo profilo, dell’alimento nelle due forme.  


Conclusioni: 

Sono disponibili evidenze che dimostrano come: 

• i succhi 100% frutta – soprattutto il succo d’arancia al 100% - costituiscono una sorgente considerevole di nutrienti e bioattivi quali carotenoidi e flavanoni; 

nel succo 100% frutta i carotenoidi e i flavanoni sono biodisponibili (ossia utilizzabili per l’assorbimento e il metabolismo nell’organismo); 

i succhi 100% frutta lavorati hanno una biodisponibilità di flavanoni simile a quella della frutta intera ma hanno una maggiore biodisponibilità di carotenoidi (Cervantes-Paz B, et al. Food Res Int, 2017); 

i succhi 100% frutta lavorati sono paragonabili alle spremute fresche in termini di assorbimento e metabolismo di flavanoni, suggerendo che possiedono un valore nutrizionale equivalente relativamente ai bioattivi (Silveira JQ, et al. J Agric Food Chem, 2014); 

• vari studi hanno confermato il potenziale impatto sulla salute dei bioattivi che si trovano nel succo 100% frutta (Homayouni F, et al. Phytother Res, 2017; Granado-Lorencio F, et al. Nutr Metab Cardiovasc Dis, 2014; Liu R, et al. Invest Ophthalmol Vis Sci, 2014; Cirmi S, et al. Molecules, 2016).
Tuttavia, non sono ancora stati autorizzati ‘claims’ dall’Ue per i flavonoidi di agrumi. 

Dalla ricerca, inoltre, è stato dimostrato che l'assorbimento intestinale e l'escrezione urinaria sono significativamente più elevati in seguito al consumo di succo 100% arancia lavorato. Nel complesso, come già accennato, ciò si traduce in un incremento di biodisponibilità di 1,6 volte (Silveira JQ, et al. J Agric Food Chem, 2014)